Professione medica: lavoro o missione?

Professione medica. Lavoro o missione.

Professione medica: lavoro o missione?

Questa mattina abbiamo avuto l’occasione di incontrare due classi del Liceo “U. Masotto” di Noventa Vicentina.

Insieme al dr Giampaolo Zambon, dell’associazione Obiettivo Ippocrate, abbiamo cercato di avvicinare i ragazzi alle scelte che tra un anno si troveranno a fare nel loro percorso di studi affrontando il tema: “Professione medica: lavoro o missione?”.

La presentazione è iniziata con la proiezione del cortometraggio: “Come una rosa”, che racconta l’esperienza di Eliana Righetto, una giovane mamma colpita da emorragia cerebrale che ha incontrato il coraggio e la determinazione del dr Zambon che le ha salvato la vita. Così è stata introdotta la prima parte dell’intervento dove la stessa Eliana, presente per portare la sua testimonianza, ha condiviso il significato che ha per lei oggi il “prendersi cura”. Non solo delle cose e delle persone, ma delle relazioni e di chi incontriamo, anche nella professione medica.

Il dr Zambon ha raccontato la sua storia di medico, nata da bambino e tenacemente perseguita per riuscire a dar forma al prendersi cura delle persone. Ha poi condiviso la difficoltà dei medici di oggi nella relazione con il paziente, la fatica del prendersi cura della persona perché purtroppo ci sono moltissimi fattori e soggetti che influiscono in questa relazione: oltre al personale medico ci sono le assicurazioni che danno forti limitazioni a quello che i medici possono o meno fare con garanzia di copertura, le direttive regionali e le indicazioni di spesa che spesso perseguono fini diversi da quelli della cura, la rete che con le notizie false o non completamente vere confonde e mina la fiducia del paziente nel medico, lasciando così solo il paziente stesso che non trova un punto di riferimento. To cure: si traduce con curare nel senso pratico del termine; to care: si traduce invece con il prendersi cura della persona nella sua completezza.

Il dr D’Agostino ha parlato invece di salute globale e di sviluppo, iniziando con il giuramento di Ippocrate che da forma e direzione alle scelte che ogni medico fa nella sua professione; scritto 2000 anni fa ancora oggi è un fondamento per i medici ed è stato ben declinato nelle idee fondatrici del nostro sistema sanitario nazionale.

Dopo una veloce fotografia del Sistema Sanitario Nazionale ad oggi, che vede una grande riduzione di personale sanitario, posti letto, ed un elevato numero di straordinari del personale medico, si è voluto far chiarezza sui concetti di salute individuale, salute globale e sviluppo, e come i paesi sviluppati organizzano gli aiuti verso il terzo mondo. Abbiamo terminato la presentazione con alcune frasi di scrittori e poeti africani che raccontano la loro visione dello sviluppo e l’importanza di valori come la famiglia, il rispetto e le relazioni.

“L’uomo di cultura deve essere un inventore di anime” – Aimè Cesaire

“Ciò che viene chiamato Sviluppo indica la capacità degli esseri umani di essere trasmettitori e recettori di valori” – Joseph Ki-Zerbo

In Africa il vero povero è l’individuo senza discendenza. La famiglia e la solidarietà tra le persone, compensano le carenze economiche attraverso la rete delle relazioni sociali. –  Jean-Mark Ela

Ringraziamo tutto il personale docente del Liceo Masotto che ci ha accolti e accompagnati in questa bellissima esperienza e l’Associazione Obiettivo Ippocrate per aver condiviso con noi questo momento.

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