Inquinamento e contaminazione nel NORD Italia

A fine novembre si è svolta “Fà la cosa giusta”, la principale fiera nazionale dedicata al consumo critico e stili di vita sostenibili promossa dalla casa editrice “Terre di Mezzo”.
Si trovano ancora on line interventi molto interessanti che raccontano di ambiente e salute, che narrano in modo reale, preciso e puntuale situazioni di inquinamento, realtà lontane e vicine di lotta ai cambiamenti climatici.
Proponiamo qui l’intervista al fotografo Luca Quagliato e al giornalista Luca Rinaldi che hanno raccontato insieme di una linea lunga 400 km che collega Torino a Venezia, passando per Milano, Brescia e Vicenza, costellata di casi di inquinamento ambientale.
La loro inchiesta è raccontata nel libro: “La terra di sotto. Viaggio nel contaminato nord” che ne ha voluti raccogliere 69. Sessantanove posti, realtà, eventi che parlano di traffici illeciti e inquinamento industriale, di un’eredità scomoda figlia di un secolo di sviluppo economico insostenibile.
Sono stati 5 anni di lavoro, di fotografie e raccolta informazioni che vogliono far aprire gli occhi sui territori vicini a noi dove l’inquinamento è in alcuni casi devastante, palese e dannoso, altre nascosto e silente, ma non per questo meno letale.
Una tra le storie più famose e drammatiche è quella dell’eternit a Casale Monferrato, con le montagne vicine a Torino da cui estraevano fibre di amianto e ricoprivano con enormi quantità di rifiuti.
Uno spazio lo trova anche il caso dei PFAS a Vicenza, una storia che resiste al silenzio nazionale grazie al comitato “Mamme NO PFAS” che è incredibilmente vicino e attuale.
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2020 a Corte Olona, provincia di Pavia, scoppia un rogo. È un capannone (nella foto) che viene dato alle fiamme: incendio doloso. Purtroppo questa e molte altre notizie raggiungono solo i giornali locali e raramente l’eco diventa nazionale o continua nel tempo.
Ci sono anche casi di inquinamento “residenziale” come a Mira (Ve), dove a qualche metro di profondità, sotto un’abitazione, hanno trovato 7000 fusti di rifiuti tossici di natura ignota. La bonifica? Non hanno potuto estrarre i fusti e li hanno così racchiusi in una bara di cemento. Quanto durerà questa protezione?
E noi cosa possiamo fare? Continuare a conoscere, capire, tenerci informati per fare ogni giorno scelte “giuste”.

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