Missioni umanitarie – 6° Missione di Surgery for Children in Uganda

INTRODUZIONE
La 6° delle missioni umanitarie di Surgery for Children al St. Mary’s Hospital di Lacor del 2013 si è svolta dal 18 ottobre al 5 novembre, anche per permettere al team di assistere alla consegna del diploma degli studenti universitari di Gulu. Durante il periodo sono state effettuate dal personale medico italo-africano 49 operazioni.

PROGETTO E FORMAZIONE
Come nelle precedenti missioni umanitarie, la missione è stata finalizzata all’attività chirurgica per la correzione di malformazioni congenite complesse e allo svolgimento di lezioni per gli studenti del quinto anno  di Medicina dell’Università di Gulu.
Le date sono state concordate per consentire ad una delegazione dell’Università Federico II e al team di Surgery for Children di presenziare alla significativa cerimonia di consegna del diploma di laurea a più di 1000 studenti dell’Università di Gulu. I laureati in medicina sono stati 74, di cui 16 donne.

Grazie al progetto “Gulunap”, sono state programmate lezioni di Chirurgia Generale per gli studenti del terzo e quinto anno e il primo Master post­laurea triennale di Chirurgia Generale dell’Università di Gulu, in cui è previsto inoltre un corso di chirurgia pediatrica al quale collaboreranno il prof. Cigliano ed il dott. d’Agostino.

Grazie alle collaborazioni con alcune associazioni italiane che sostengono di volta in volta le missioni, ai medici di Surgery for Children è stato regalato un macchinario per le anestesie pediatriche che è stato poi lasciato in dono al St. Mary’s Hospital di Lacor, una volta terminata la missione. Con l’aiuto degli anestesisti, che hanno supportato l’equipe locale nell’utilizzo del Ventilatore per anestesie, il dono è stato ben accettato.

SVOLGIMENTO DELLA MISSIONE
Durante la missione sono stati visitati e sottoposti ad accertamenti specialistici circa 80 bambini di età compresa tra i 2 mesi e i 16 anni. Di questi, 49 sono stati operati e il personale locale, in contatto mail con i medici italiani, poi effettuato il follow­up dei pazienti.
La maggior parte degli interventi ha avuto esito positivo, anche se le scarse condizioni di salute dei pazienti e la non tempestiva diagnosi continuano a pesare sugli interventi dei medici. Alcuni hanno avuto complicazioni post­-operatorie e sono stati poi rioperati.

Per una corretta valutazione dei risultati, si deve tener conto, inoltre, dell’impatto sociale che la chirurgia ricostruttiva ha sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie, del significato che acquista un modello di lavoro in equipe all’interno dell’ospedale locale e, non meno importante, dell’incidenza che le missioni hanno sulla professionalità del personale locale.