Missioni umanitarie – 4° Missione di Surgery for Children in Uganda

INTRODUZIONE
La 4° delle missioni umanitarie (didattico-operative) di Surgery for Children al “St. Mary’s Hospital” di Lacor è stata effettuata dal 20 febbraio al 14 marzo 2010. Come negli anni precedenti, ha avuto il sostegno della “Fondazione Corti” e, per il secondo anno consecutivo, anche quello della Regione Veneto, che ha riconosciuto l’aspettativa ai 4 volontari provenienti dall’Ospedale S. Bortolo.
La missione è sempre inserita nel “Progetto Gulu-Nap” dell’Università “Federico II” di Napoli e a sostegno dell’Università di Gulu, di cui il St. Mary’s è teaching hospital.

IL TEAM
Alla missione hanno preso parte 10 volontari:
– 2 chirurghi pediatri: Sergio d’Agostino (Osp. S.Bortolo, Vicenza), Bruno Cigliano (Univ. “Federico II”, Napoli).
– 1 anestesista: Tommaso Sellaroli (Osp. Santobono, Napoli).
– 1 pediatra: Valentina Fiorito ((Univ. “Federico II”, Napoli).
– 6 Infermieri: Bruna Sandonà, Caterina Sellaro, Annamaria Scuccato ed Antonio Arditi da Vicenza, Zenaide Vedelago da Treviso ed Annamaria D’Oro da Napoli.

SVOLGIMENTO DELLA MISSIONE
Nell’arco delle tre settimane, sono stati visitati oltre una settantina di bambini, di cui 21 erano controlli di interventi effettuati negli anni precedenti e 41 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico. Tutti i bambini erano già stati selezionati dai chirurghi locali.
Per particolari interventi è stata utilizzata strumentazione specialistica come endoscopi urologici pediatrici ed
elettro-stimolatore muscolare appositamente portata dall’Italia.

Come nelle precedenti missioni umanitarie in Uganda molti dei bambini presentavano gravi patologie concomitanti: malnutrizione ( più del 70% dei pazienti), anemia (valori abituali di emoglobina di 5–8 mg./dl), malaria (inasprita dall’anticipata stagione delle piogge) HIV e parassitosi intestinali, che hanno complicato non poco sia gli aspetti chirurgici che anestesiologici. Per alcuni bambini è stato necessario il supporto della Nutrizione Parenterale pre e postoperatoria.

Le attività cliniche hanno coinvolto l’equipe anche per 12 ore al giorno, inclusi il sabato e la domenica, ed i volontari hanno stabilmente collaborato con i medici, i tecnici di anestesia, gli infermieri ed i tirocinanti. Particolarmente impegnativo è stato il lavoro in terapia intensiva, dove l’assistenza è stata estesa a tutti i pazienti ricoverati.

Al Dipartimento di Chirurgia che ne aveva fatto richiesta, è stato donato da SFC un Gastroscopio Pediatrico.

LA FORMAZIONE
Durante la missione sono state svolte, dal prof. Cigliano e dal dott. D’Agostino, sette lezioni di Chirurgia Pediatrica agli studenti del quinto anno di Medicina dell’Università di Gulu. Un progetto così strutturato, che abbina attività chirurgica, supporto all’assistenza intensiva postoperatoria, ed impegno didattico-formativo per studenti di medicina ed infermieri, è unico nel suo genere.
Infatti, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, al team italiano è stato affiancato dalla dirigenza dell’ospedale anche un giovane medico ugandese che, alla fine della missione, ha seguito il follow-up dei pazienti operati in contatto mail con i volontari italiani.

CONSIDERAZIONI FINALI
La chirurgia pediatrica in Africa è troppo frettolosamente considerata da alcuni specialità non essenziale in confronto ad altre più pressanti priorità sanitarie. Invece è da considerarsi significativo il ruolo che rivestono per la salute pubblica gli ospedali di paesi con elevata natalità e scarsità di risorse per aiutare i bambini malati. E’ in questi ospedali, infatti, che si concentrano i malati più complessi, tra cui quelli con malformazioni congenite, che non trovano altrove possibilità di cure.
Il peso di tali problemi è percepito come rilevante soprattutto dalla comunità medica consapevole di non poter dare loro risposte con le sole risorse locali.

È un grosso merito della dirigenza dell’ospedale aver colto con anticipo l’esigenza di sviluppare la chirurgia pediatrica ricostruttiva per malformazioni congenite e di aver dato, per questo, spazio all’equipe di Surgery for Children, che, a sua volta, è orgogliosa di poter supportare con le sue missioni umanitarie un ospedale dalla storia così entusiasmante come quella scritta da Piero e Lucille Corti sin dagli anni ’60.
Il Lacor Hospital, con il suo doppio ruolo di ospedale di riferimento per oltre 5 milioni di persone altrimenti prive di riferimenti sanitari, e di Teaching Hospital per l’università di Gulu e, è il luogo ideale dove poter realizzare un simile progetto, per qualità delle strutture e valore delle professionalità che vi lavorano.

Il ringraziamento per i primi 5 anni di collaborazione da parte di “SURGERY FOR CHILDREN” e “GULUNAP” sono stati espressi con una targa donata alla dirigenza dell’ospedale ed affissa nelle sale operatorie del S. Mary’s Hospital.