Missioni umanitarie – 3° Missione di Surgery for Children in Uganda

INTRODUZIONE
La 3° delle missioni umanitarie di “Surgery for Children” in Uganda, effettuata dal 31 gennaio al 21 febbraio 2009, ha ricalcato gli schemi organizzativi degli anni precedenti, ma questa volta è rientrata in un più ampio progetto di collaborazione denominato: “Surgery for Children al St. Mary’s di Lacor, per lo sviluppo di attività chirurgica e di formazione del personale medico ed infermieristico” riconosciuto dalla REGIONE VENETO (che ha concesso ai 4 volontari dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza l’aspettativa retribuita) e con la partecipazione anche della FONDAZIONE CORTI di Milano, di “GULUNAP” dell”Università “Federico II” di Napoli ed ovviamente del St. Mary’s Hospital che nel 2009 ha festeggiato i cinquant’anni dalla sua fondazione e per il primo anno viene diretto e gestito da solo personale ugandese.

IL TEAM
Hanno preso parte alla missione:
– 3 chirurghi pediatri: Sergio d’Agostino (Osp. S.Bortolo, Vicenza), Bruno Cigliano (Univ. “Federico II”, Napoli) e Marco Pelagalli (Osp. Maggiore, Bologna)
– 1 anestesista: Ciro Bonvicini (Osp. Maggiore, Bologna)
– 5 Infermiere: Liana Barro (Treviso), Annamaria D’Oro (Napoli) e Catia Toniolo, Bruna Sandonà e Caterina Sellaro (Vicenza);

SVOLGIMENTO
I bambini sottoposti ad intervento sono stati 48 (5 con megacolon agangliare, 4 con ano imperforato, 4 con genitali ambigui, 12 con ipospadia, 2 con onfalocele, 2 con calcolosi vescicale, 11 con valvole uretrali ostruttive e 5 con gravi esiti di infezioni ed ustioni).

L’attività chirurgica è stata impegnativa, con ritmi intensi ed interventi, dalle 3 alle 9 ore di durata, che hanno coinvolto l’equipe anche per 12 ore al giorno (compreso il sabato) sia in sala operatoria che in terapia intensiva dove l’assistenza è stata estesa anche a tutti gli altri pazienti ricoverati.

Molti dei bambini erano ad alto rischio per le cattive condizioni generali (malaria endemica con valori abituali di emoglobina di 7–8 mg./dl, alta incidenza di anemia falciforme, HIV ed altissima percentuale di malnutrizione da cui la necessità di una Nutrizione Parenterale di supporto) e per i volontari non è stato compito facile gestire contemporaneamente: ambulatori, fase pre-operatoria con la preparazione dei pazienti per la chirurgia colica, attività radiologica (necessaria per la definizione anatomica delle malformazioni), sala operatoria con interventi delicati e ad alto rischio, ed assistenza postoperatoria.

Materiali e strumentazione necessaria per l’attività specialistica, come in altre missioni umanitarie, sono stati portati dall’Italia. Questi sono stati integrati nelle attività anche uno dei due primari di chirurgia, due tecnici di anestesia ed un medico neolaureato da avviare alla specializzazione in chirurgia pediatrica a cui sono stati affidati i controlli a medio e lungo termine dei pazienti operati e che è costantemente in contatto mail con i chirurghi italiani.

FORMAZIONE AL PERSONALE LOCALE
Durante la missione sono state svolte, poi, dal Prof. Cigliano e dal dott. d’Agostino, le lezioni di Chirurgia Pediatrica per gli studenti dell’ultimo anno della Facoltà di Medicina nell’ambito del Corso di Chirurgia Generale (il S. Mary’s Hospital è teaching hospital per l’Università di Gulu) e l’aggiornamento per il personale dell’ospedale, in base ad argomenti scelti dal Primario Chirurgo e dal Pediatra, sulla base delle specifiche esigenze locali.

Questo modello organizzativo che abbina, in un periodo ridotto di sole tre settimane, l’impegno didattico agli studenti con l’attività clinica chirurgica, costituisce proprio la particolarità del progetto nato inizialmente, dalla collaborazione tra GULUNAP e SURGERY FOR CHILDREN. Vengono così valorizzate le varie professionalità di ogni singolo volontario e viene offerta, al personale locale, la possibilità di una formazione sul campo, altrimenti ben difficile da realizzare; per tutta l’equipe è motivo di grande soddisfazione vedere come, le ricadute degli “insegnamenti” lasciati via via durante le missioni umanitarie, influenzino l’attività quotidiana dei vari operatori sanitari e vadano a tutto beneficio dei piccoli malati.