Missioni umanitarie – 2° Missione di Surgery for Children a Gaza

INTRODUZIONE
Ladelle missioni umanitarie di Surgery for Children a Gaza è stata organizzata dal 16 aprile al 30 aprile 2015, qualche mese dopo la fine dei combattimenti con Israele iniziati nel giugno 2014. L’invito è partito sempre dall’Autorità Palestinese e dal P.C.R.F. (Palestinian Children’s Relief Fund) che ha svolto un ruolo fondamentale nel mantenere i contatti con i medici locali, per la concessione dei visti di ingresso da parte di Israele, e per l’assistenza ai volontari sia a Gerusalemme che durante la permanenza a Gaza. Inoltre il P.C.R.F. ha contribuito alle spese di viaggio e di soggiorno dei volontari, mentre a carico di Surgery for Children-Onlus sono rimaste le assicurazioni dei volontari e le spese di alcuni farmaci e presidi sanitari portati dall’Italia.

IL TEAM
Alla missione hanno preso parte di nuovo, il Dott. d’Agostino (Vicenza) ed il Prof. Cigliano (Napoli), i quali nei giorni precedenti la partenza hanno raccolto il maggior numero di informazioni possibili sulla sicurezza nella striscia di Gaza; è stato contattato anche il Consolato Italiano a Gerusalemme, ma le rassicurazioni più convincenti sono arrivate dai medici gazawi e dallo staff locale del PCRF. Dopo la notte trascorsa a Gerusalemme poi, la mattina successiva i due chirurghi durante il passaggio attraverso il valico di Erez alla frontiera con Israele, hanno incontrato, una equipe di ortopedici spagnoli al rientro da una missione di due settimane all’European Gaza Hospital, che hanno trasmesso loro notizie tranquillizzanti di prima mano.

LA SITUAZIONE
All’ingresso a Gaza ad attenderli c’era Suhail, il referente locale del PCRF che ha guidato i due chirurghi in un rapido giro “per la città, apparsa ben diversa dall’anno precedente: strade e campagne periferiche quasi del tutto deserte, poche le macchine e segni di vita concentrati per lo più nei quartieri a maggior densità di costruzioni; le strade, “profumate” dagli abituali odori dello “street food”, erano più sporche, disordinate e polverose del solito, piene soprattutto dei carretti trainati da asini stanchi, e guidati da bambini senza sorriso, già adulti.

I segni dei bombardamenti “chirurgici” erano ovunque, senza tentativi di ricostruzione. Case, edifici, fabbriche e moschee con ferite aperte, palazzi con le abitazioni dei piani intermedi distrutte (ed indenni invece i piani sotto- e sovra-stanti). Tutto in mezzo a costruzioni integre, senza segni di bombardamenti.

Nel cortile principale dello Shifa Hospital, la disordinata ammucchiata di ferraglie contorte ed arrugginite, lasciate a testimonianza delle ambulanze distrutte dai razzi, costituiva un altro scenario di impatto straordinario, appena attenuato dalla calorosa accoglienza del Dott. Nassar, Responsabile del Reparto di Chirurgia Pediatrica, e dei suoi 17 medici.

Nei corridoi invece troviamo in attesa una folla enorme di pazienti con le proprie famiglie, chi sorridente, già operato nel 2014, chi con sguardo impaurito, cupo e triste. L’atmosfera è intensa e coinvolgente, sufficiente a restituirci il senso più profondo del nostro viaggio in questo sfortunato angolo di mondo, così vicino ed eppure così lontano.


LA MISSIONE

Iniziamo subito le visite, alle 14.30, e le continuiamo ininterrottamente per 10 ore fino alle 00.30: 60 pazienti visitati nella giornata, ed 85 alla fine della settimana, la maggior parte con malformazioni complesse e gravi, non pochi quelli già operati senza successo. La fiducia dei colleghi gazawi nei nostri confronti è evidente; essi sono desiderosi di confrontarsi sui percorsi diagnostici e sugli aspetti di tecnica chirurgica e c’è un clima di grande collaborazione. I pazienti in genere sono già pronti per l’intervento, mentre chi ne ha bisogno, su nostra indicazione esegue nel giro di poche ore TAC e/o RMN.

C’è molta fiducia anche da parte delle famiglie, che hanno riposto molte aspettative nella nostra venuta, considerandola una opportunità unica per i propri figli. Ma il tempo disponibile è poco ed i litigi in ambulatorio per avere la precedenze della visite si susseguono.

Alla fine della settimana purtroppo, saranno operati solo 17 bambini di cui: 2 con Malformazione Ano-rettale, 9 con Ipospadie severe (4 recidive), 2 con ambiguità genitale, 2 con Malformazioni adenomatoide cistiche del polmone, 1 con Megacolon Agangliare e 1 con Valvola dell’uretra posteriore. Non sono pochi, ma quelli che tornano a casa delusi, sono ben più numerosi…

TRA FORMAZIONE E COLLABORAZIONE
Gli interventi sono effettuati sempre insieme ai colleghi locali ed in particolare con la collaborazione del Dott. Nassar di cui abbiamo imparato ad apprezzare l’umanità e la professionalità, e che è desideroso di acquisire competenze avanzate soprattutto per la laparoscopia e la endo-urologia pediatrica.

La Dirigenza è molto soddisfatta dell’attività svolta, e soprattutto del clima creatosi tra i locali e l’equipe italiana, e prima di partire ci chiede di effettuare anche un incontro di aggiornamento scientifico per tutti i medici dell’ospedale. L’argomento, concordato insieme è: “La laparoscopia nelle urgenze pediatriche”; inoltre ci conferma la richiesta già fatta nel 2014 di dare continuità alla collaborazione con SFC per  sviluppare quelle competenze in ambito urologico e laparoscopico pediatrico che ancora non sono presenti a Gaza, e ci chiede aiuto per dotare l’ospedale della strumentazione necessaria nelle prossime missioni umanitarie.

Il PCRF non esclude la possibilità di essere parte attiva di questo progetto e si rende disponibile a partecipare all’acquisto di uno dei due strumenti da donare allo Shifa Hospital.