Missioni umanitarie – 1° Missione di Surgery for Children in Palestina

INTRODUZIONE
La 1° Missione di cooperazione sanitaria a Gaza, è stata programmata dal 25 maggio al 1 giugno 2014 su invito diretto a “Surgery for Children–Onlus“, da parte del Ministero della Salute dell’Autorità Palestinese, Dipartimento di Cooperazione Internazionale, e del P.C.R.F. (Palestinian Children’s Relief Fund) associazione no-profit internazionale che da vari anni opera in Libano e nei Territori Palestinesi Occupati, raccogliendo fondi ed organizzando missioni umanitarie-sanitarie specialistiche per rispondere ai bisogni sanitari della popolazione.

La collaborazione con il P.C.R.F. è stata fondamentale oltre che per i contatti con gli ospedali locali, i visti di ingresso attraverso Israele e l’assistenza logistica durante il soggiorno, anche per la copertura di gran parte dei costi della missione.

LA SITUAZIONE
La Striscia di Gaza vive da molti anni una particolare realtà socio-sanitaria, influenzata dal conflitto con Israele, dalla presenza di rifugiati provenienti da terre ora in territorio israeliano, e dall’embargo continuo. Il 50% della popolazione ha meno di 15 anni, le percentuali di natalità sono molto alte con una media di 5 figli per donna, e per una serie di cause soprattutto di tipo ambientale (consanguineità ed inquinamento di vario genere) è alta l’incidenza di Malformazioni a carico dei vari organi ed apparati: cuore, sistema vascolare e linfatico, sistema nervoso, apparati uro-genitale, intestinale e respiratorio.

LA MISSIONE
La missione si è svolta presso lo Shifa Hospital a Gaza City, il più grosso ospedale della striscia di Gaza dove nascono circa 24.000 bambini/anno e dove la dirigenza è sempre più in difficoltà a causa delle scarse risorse disponibili in termini di Know-how e tecnologia. Vi hanno preso parte il Dott. Sergio D’Agostino (Vicenza) ed il Prof. Bruno Cigliano (Napoli); inizialmente era prevista solo una fase esplorativa, ma l’accoglienza e la disponibilità riscontrate, e le richieste del Dott. Ismail Nassar, Responsabile del Reparto di Chirurgia Pediatrica, che ha fatto trovare in attesa un altissimo numero di pazienti già pronti per intervento, ha modificato l’obiettivo iniziale e la missione è diventata anche operativa-didattica.

Sono stati visitati una sessantina i pazienti, tutti con anomalie congenite dell’apparato gastro-enterico, respiratorio ed uro-genitale, già studiati dal punto di vista radiologico. Insieme ai chirurghi locali ne sono stati operati una dozzina, con le malformazioni più complesse ed impegnative, tra cui: 1 Malformazione Cloacale la ricostruzione è durata ben 13 ore consecutive, 1 Malformazione anorettale, 1 Malformazione adenomatoide cistica polmonare, 2 Reflussi gastro–esofagei (uno recidivo), 2  Megacolon Agangliari, 1 ipospadia severa recidiva…. Gli interventi eseguiti sono stati tutti molto impegnativi, a causa della complessità delle anomalie.

TRA COLLABORAZIONE E FORMAZIONE
La discussione dei casi clinici e l’esecuzione degli interventi sono stati un’occasione di aggiornamento professionale molto apprezzata dai colleghi gazawi, sia dal punto di vista strettamente tecnico, sia per la possibilità di condividere opinioni ed esperienze sull’utilizzo delle nuove tecnologie, correntemente utilizzate nel mondo occidentale, ma difficilmente fruibili in un contesto di isolamento quale quello di Gaza.

Il rapporto con la Dirigenza e con tutto il personale dell’Ospedale è stato da subito cordiale, collaborativo e di grande fiducia, ed a Surgery for Children è stata richiesto:

  • un aiuto per aggiornare la strumentazioni dell’ospedale agli standard europei.
  • la continuità nelle collaborazioni per favorire l’aggiornamento del personale.

Il P.C.R.F. si è reso disponibile nel continuare a supportare Surgery for Children nelle missioni umanitarie a Gaza.

In Italia l’iniziativa è stato approvata dal Dipartimento di Scienze Mediche-Transnazionali dell’Università di Napoli “Federico II” cui afferisce il Prof. Cigliano e dove la collaborazione per missioni umanitarie con Surgery for Children è ben sperimentata sin dal 2006 con il sostegno al progetto GULU-NAP nel Nord Uganda. Sarebbe auspicabile però un supporto istituzionale costante e di più ampio respiro per inserire le missioni umanitarie in un vero e proprio progetto che ne garantisca la continuità richiesta dalle istituzioni locali costrette a confrontarsi con carichi di malattie insostenibili per le scarse risorse locali, e che preveda anche l’acquisto di strumentazione chirurgica da donare allo Shifa Hospital.

CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
Ad inizio Aprile, 10 giorni dopo il rientro in Italia dei 2 volontari di SFC, sono iniziati i combattimenti tra l’esercito israeliano e la popolazione di Gaza che hanno causato tante distruzioni e circa 2500 vittime, la maggior parte tra i palestinesi (soprattutto civili), e qualche decina tra gli israeliani (in gran parte soldati).

In nessun momento della missione c’era stata la percezione di un simile pericolo imminente.