L’OROLOGIO 
È notte. Faccio fatica a dormire.
Domani si parte, e come tutte le “notti prima di…” i pensieri affollano la mente. In casa è calato il silenzio, tutti dormono.

Gli unici rumori che mi tengono compagnia sono il ticchettio dell’orologio che scandisce il tempo che manca e quello del mio cuore che veloce mi ricorda il perché di questa scelta, il perché di questa missione.

Tra poche ore rivedrò facce amiche, persone con le quali mi sento bene, con le quali condivido un progetto importante, importante come tutte le cose che nascono dal cuore.
Con loro trascorrerò le prossime settimane.
Saranno lì la mia famiglia.

Diario di Uganda 2017 

LE 48 VALIGIE 
Quarantotto è il numero delle valigie che abbiamo portato con noi.
Valigie cariche di tutto ciò che ci servirà nelle prossime settimane: farmaci, materiale di sutura, ferri chirurgici e molto altro…
Valigie cariche in ogni loro angolo, preparate con cura.
Valigie in cui ognuno di noi ha messo ciò che gli servirà al Lacor…
valigie in cui ognuno di noi ha messo una parte di sè.

Diario di Uganda 2017 

LA STRADA 
La prima cosa che ci colpisce ogni volta che arriviamo in Uganda è la strada: terra rossa, polvere, uomini, donne, bambini, tanti bambini… Vita! Sembra che tutto si svolga attorno alla strada.

La percorriamo, ci porterà a Gulu.
Lì incontreremo gli amici del St. Mary’s Hospital, con i quali lavoreremo fianco a fianco nelle prossime settimane.
Lì troveremo i bambini e le famiglie ad attenderci.

Diario di Uganda 2017 

LA BILANCIA 👶
Quando arriviamo al Lacor la nostra attenzione è attirata dalla terrazza, una zona dell’ospedale adibita a sala d’attesa. Come ogni anno è brulicante di persone, suoni e colori. L’aria è satura di aspettative. Sono tantissimi. Mamme e bambini.

Hanno deciso di partire per il Lacor Hospital dopo aver sentito l’annuncio del nostro arrivo alla radio, mettendosi in cammino da posti talvolta anche molto lontani. Le madri nelle loro borse non hanno messo solo cibo e vestiti, ma anche la legittima speranza che i loro piccoli possano finalmente trovare cure adeguate.

Uno ad uno li visitiamo e li pesiamo. Questo è forse uno dei momenti più significativi della missione… La collaborazione con il personale locale diventa strettissima, la necessità è quella di poter comunicare con le famiglie e inquadrare al meglio la problematica dei bambini. Qui per la prima volta nella missione tocchiamo veramente con mano la realtà sociale di questo popolo.

Diario di Uganda 2017 

IL GERMOGLIO 🌱👶
“Anche un albero con un tronco così grande da non riuscire ad abbracciarlo ha iniziato da un piccolo germoglio”.

La vita inizia come un piccolo germoglio, sta a noi riconoscerlo, valorizzarlo, saper condividere i nostri talenti per farlo diventare un grande albero. La condivisione è un allenamento quotidiano, una gioia che nutre la nostra vita.

Diario di Uganda 2017 

IL SOGNO 
Un sogno che si realizza… La mia prima missione.
Surgery for Children, un gruppo ricco di forze della natura.
Gli occhioni dei bimbi si riempiono di lacrime quando cominciamo a visitarli, proviamo a corromperli con qualche caramella. La speranza dei genitori… molti hanno affrontato viaggi infiniti per raggiungerci. Facciamo del nostro meglio. I piccolini alla fine ci sorridono. Che gioia, che dono! 👶

Adiam, Chirurga Pediatra alla sua 1^ Missione con Surgery for Children
Diario di Uganda 2017 

GLI OCCHI 
Quando sei al Lacor hospital non puoi non farti catturare dall’intensità degli sguardi dei bambini e dei loro genitori. Hai molta difficoltà a farti capire, ma basta fermarsi ed osservare i loro occhi… loro ti parlano con una chiarezza che a volte è disarmante. Ci leggi aspettative, sofferenza, dignità.

È bellissimo vedere nei bambini cambiamenti repentini: si inizia con diffidenza ma basta un sorriso ed i loro occhi si spalancano e si illuminano. Spesso solo lo scorrere di una lacrima su questi volti silenziosi ti fa riconoscere la paura di soffrire. Passano pochi minuti, si asciugano le lacrime e il sorriso illumina nuovamente i loro sguardi, magari solo grazie ad una caramella.

Paolo, infermiere alla sua 1^ missione con Surgery for Children
Diario di Uganda 2017 

LA MONTAGNA 
Domenica scorsa una parte del gruppo è rimasta al Lacor di guardia ai piccoli operati, mentre alcuni di noi sono andati nella cittadina di Kalongo, a 150km da Gulu, per incontrare il personale dello storico Dr.Ambrosoli Memorial Hospital, fondato nel 1957 da padre Giuseppe Ambrosoli.

Arrivati sul posto i nostri occhi sono stati subito attratti dalla struttura dell’edificio, costruita ai piedi di una grande roccia di cui bellezza e povertà contrastano in maniera impressionante. Nell’ospedale, gestito per il 98% da personale ugandese (secondo l’ideale comboniano del “Salvare l’Africa con l’Africa”) abbiamo cercato di capire in che modo Surgery for Children possa essere d’aiuto in futuro.

L’incontro è stato emozionante, ci ha fatti tornare a Gulu ricchi della calda ospitalità ricevuta e motivati dalla forza dei cooperanti italiani che vi lavorano tra tante carenze e solitudine… ma con il cuore e la mente rivolti a sempre nuovi progetti da sviluppare.

Diario di Uganda 2017 

IL FILO 
Anche la dodicesima missione al St. Mary’s Hospital è finita. Vissuta come sempre intensamente, quasi in apnea. Dalla mattina fino a tarda notte per tre settimane, attorno ai bambini e alle loro famiglie da confortare e supportare.

È il momento delle ultime foto rubate per non spezzare il filo invisibile con questo posto magico, dove le sofferenze quotidiane, per noi impensabili, si inseriscono in una vita combattuta e vissuta con bisogni “essenziali” e sogni apparentemente “banali”.

Ci porteremo a casa il ricordo dei sorrisi immensi di bambini inizialmente impauriti e poco disponibili alle nostre tenerezze. Gli sguardi preoccuparti dei genitori che d’un tratto vedono andar via chi ha portato loro speranza. La loro gratitudine e quella dei nostri amici medici e infermieri con cui abbiamo condiviso gioie e dolori… sono stati vera energia per il nostro corpo!

Tutti sussurrano “apwoyo”, che in lingua acholi significa “grazie di cuore”. In tutti noi i volti sono stanchi ma distesi e sorridenti, il cuore e la mente sono pieni di emozioni ancora disordinate ma tutte positive e forti, da coccolare con calma, da analizzare a mente fredda e da diffondere tra gli amici.

Grazie di cuore a chi non ci ha fatto sentire soli lontano da casa 
Apwoyo 👶

Diario di Uganda 2017 

IL LEGAME 
Come forse ricorderete quest’anno abbiamo portato con noi in Uganda un bel sacco di cartoline compilate dagli alunni di alcune classi di Schio e Altavilla. Queste cartoline, durante le tre settimane di missione, sono arrivate pian piano nelle mani dei tanti bambini che popolavano il Lacor Hospital, che felicissimi hanno risposto con messaggi e disegni indirizzati ai loro nuovi amici di penna!

Verso la fine della missione abbiamo poi aiutato i bambini del Lacor a rispedire in Italia le quasi 200 letterine! 

Da questa piccola esperienza abbiamo percepito la bellissima creazione di un LEGAME. Un legame sincero tra bambini che vivono a chilometri di distanza, bambini dai quali possiamo imparare molto… magari diversi tra loro per stile di vita e opportunità, ma uguali e uniti dalla profonda condivisione di un’emozione, di un sorriso e di una fiducia senza pregiudizi 

Diario di Uganda 2017 

LA LUCE DELL’AFRICA 
La luce che illumina Lacor è la luce dell’Africa: le strade rosse e sabbiose durante i lunghi spostamenti per raggiungere l’ospedale, il cielo stellato di ritorno dalle sale operatorie dopo ore di lavoro, gli occhi delle centinaia di bambini che abbiamo visitato, i sorrisi per una caramella, i volti delle madri e dei padri con cui abbiamo comunicato spesso con pochi gesti, il silenzio dei corpi accasciati sotto gli alberi o lungo le corsie dell’ospedale per trascorrere una notte sicura, i miei compagni di viaggio che mi hanno accompagnato lungo questo bellissimo viaggio dell’anima.

Angela, specializzanda in anestesia alla sua prima missione con Surgery for Children

Diario di Uganda 2017 

IL DONO 
Alla domanda “perché vuoi andare in Africa” ho iniziato ad interrogarmi dentro. Grazie a Surgery for Children ho ricevuto un grande dono: poter partire per questa missione. Una missione vissuta quasi in apnea, piena di emozioni forti tutte insieme, come un uragano…

C’era tanto da fare e poco tempo per soffermarsi a pensare. Al Lacor cerchi di dare tutto quello che sei, che sai e che sai fare senza voler ricevere nulla in cambio, e invece ricevi tanto, tutto… più di quello che mai ti saresti aspettata di ricevere.

E come un respiro dopo l’apnea il ritorno a casa significa elaborare quel tutto che conservi così preziosamente. Porto nel cuore i loro visi, i loro sorrisi, il loro grazie… Apwoyo!
Grazie SFC.

Federica, infermiera alla sua 1^ missione con Surgery for Children
Diario di Uganda 2017