Danni all’ambiente in Italia: il report

Danni all’ambiente in Italia: il report

Parliamo spesso di ambiente e salute per vari motivi: un ambiente sano ci fa vivere meglio, respirare meglio; ci si ammala di meno alle vie respiratorie e vita in generale è “più sana”. Ambiente e salute sono una causa/effetto che va al di là delle patologie che possiamo immediatamente associare all’effetto che l’inquinamento ha sulla nostra salute; non è da molto tempo che nel mondo della medicina si inizia a correlare in modo scientifico ciò che viviamo nell’ambiente circostante e gli effetti a medio lungo termine sul nostro corpo.

La medicina e la ricerca scientifica si muovono per cercare di determinare gli aspetti ambientali che portano danno della salute, e negli ultimi anni abbiamo sentito parlare dei passi fatti e delle nuove ricerche in atto. La cosa interessante che oggi raccontiamo legata ad un altro soggetto che ha capacità di azione sull’ambiente, e che si è mosso in questa direzione: a settembre è stato pubblicato il Rapporto 2019 sul Danno Ambientale in Italia (https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/il-danno-ambientale-in-italia-i-casi-accertati-negli-anni-2017-e-2018), a cura dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA). Dopo 30 anni dalla nascite della prima legge sul Danno ambientale arriva questo “Rapporto sull’azione dello Stato in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, che si sviluppa attraverso la ricostruzione dei casi accertati di danno negli anni 2017 e 2018.. e che vuole inquadrare il tema, le relative problematiche, le relative prospettive.”

I casi accertati sono distribuiti su 12 Regioni. Rispettivamente: cinque in Sicilia e Lazio; tre in Lombardia, Veneto e Campania; due in Piemonte, Liguria, Toscana e Puglia; uno in Calabria, Basilicata e Friuli Venezia Giulia. Per la prima volta in Italia, l’Ispra ha fornito un resoconto nazionale delle istruttorie, ossia le indagini di valutazione tecnico-scientifiche, aperte nel biennio 2017-2018 su incarico del ministero dell’Ambiente. Un presupposto essenziale per le eventuali successive procedure legali di riconoscimento del danno e della riparazione.

L’acqua è la risorsa naturale maggiormente compromessa seguono gli impianti industriali e di gestione dei rifiuti. La maggior parte dei reati contestati sia del 2017 e sia del 2018, si riferisce ad attività legate alla gestione di rifiuti, di scarichi idrici, all’emissione in atmosfera di inquinanti, alla bonifica di siti contaminati e alle autorizzazioni integrate ambientali (Aia).

Quelli accertati non sono gli unici casi di danno ambientale presenti sul territorio nazionale: sono infatti esclusi da questo report i danni ambientali avviati in periodi precedenti al 2017 e che sono tuttora in corso (Pieve Vergonte, Bussi sul Tirino, Giugliano, Castelvolturno, Taranto, ecc.) e altre situazioni critiche dal punto di vista ambientale, come ad esempio i siti contaminati.

È un buon punto di partenza per future azioni politiche in grado di arginare e prevenire il danno ambientale.

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