Etiopia

Una missione esplorativa

Periodo

11 - 18 febbraio 2002

Luogo

Etiopia, Corno d'Africa

Collaborazioni

CUAMM, Padova

Scenario della missione

Dopo il Master del Dipartimento di Studi Internazionali dell’Università di Padova: “Sviluppo Umano e Gestione Servizi Sanitari nei paesi con risorse limitate”, il dott. d’Agostino riceve dal CUAMM, ONG con la quale nel 1998 era già stata effettuata una missione in Tanzania, una proposta di collaborazione per l’Ospedale pediatrico di Wolisso in Etiopia.

L’ospedale, realizzato in collaborazione con le autorità locali e la Chiesa Cattolica Etiope, era stato inaugurato nel 2000 con l’idea di un di riferimento pediatrico in una regione molto povera ed estesa l’Oromia.

In questa ottica era nata l’idea di inserire, tra le attività da svolgere stabilmente in ospedale, la chirurgia pediatrica. Era previsto un contratto lungo di 2 anni.

La proposta era stimolante ma impegnativa, e le esperienze già vissute in Africa, in ospedali periferici non di riferimento, imponevano riflessioni ed approfondimenti.

Così il dott. d’Agostino si orientò per una missione esplorativa a proprie spese in Etiopia, con 2 principali obiettivi.

1. Visita all’ospedale di Wolisso dove furono incontrati i due medici italiani, entrambi chirurghi pediatri, responsabili dell’ospedale. L’ospedale apparve subito pulito e ben organizzato e con un grosso carico di malattie pediatriche, ma le attività erano inserite principalmente nei programmi di Primary Health Care tra cui rientrava la primary surgery. Difficile pertanto ipotizzare una attività specialistica avanzata in carenza anestesisti e personale di sala operatoria dedicati, di medici locali con cui collaborare, e di una adeguata strumentazione. La vicinanza alla capitale poi (solo 200 i Km da Addis Ababa), rendevano relativamente facili i trasferimenti dei malati complessi e quindi non necessario lo sviluppo di competenze in loco.

2. Visita al Fistula Hospital di Addis Ababa, ospedale completamente dedicato alle donne che soffrono di incontinenza, disabilità fisica, vergogna ed emarginazione a causa di una fistola ostetrica, condizione purtroppo comune laddove l’attenzione alla salute materna in gravidanza è scarse (paesi a basso sviluppo). In occidentale invece la patologia è molto rara ed i chirurghi pertanto hanno difficoltà a maturare esperienza in questo ambito.

L’ospedale, unico al mondo del suo genere, noto anche come “Hamlin Fistula Hospital”, è stato creato dalla ginecologa australiana Catherine Hamlin e da suo marito nel 1974 proprio per prendersi cura delle donne con lesioni durante il parto; tratta gratuitamente tutte le pazienti.

La visita al Fistula Hospital è nata a seguito della constatazione dell’alta frequenza della patologia durante le missioni in Africa e dal desiderio di un confronto con esperti.
Il risultato della missione esplorativa alla fine fu che il dott. d’Agostino decise di non accettare la proposta di collaborazione prolungata a Wolisso, preferendo riservare il proprio impegno nella cooperazione sanitaria internazionale ad attività da svolgere in Ospedali di riferimento di 3° livello.
Oggi l’Ospedale di Wolisso con la sua Scuola per Infermieri e Ostetriche è diventato un centro d’eccellenza in Etiopia; ha un bacino di utenza di oltre un milione di persone e continua il suo impegno nei programmi di Primary Health Care.

In particolare:
– assistenza alle donne in gravidanza ed ai bambini con malnutrizione grave
– screening oncologico nelle donne (seno e cervice uterina)
– supporto specialistico al reparto di ortopedia
– prevenzione e diagnosi precoce dell’Hiv;
– lotta alla tubercolosi ed identificazione delle forme resistenti alla terapia.

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