Uganda 2008
2° Missione di “Surgery for Children” in Uganda, presso il St. Mary’s Hospital di Lacor, febbraio - marzo 2008
Dal 19 febbraio al 9 marzo 2008 è stata effettuata, presso il St. Mary’s Hospital di Lacor, nel distretto di Gulu nel Nord-Uganda, la 2° Missione Operativa di “SURGERY FOR CHILDREN” in collaborazione con ”GULU-NAP”, progetto dell’Università Federico II di Napoli partito nel 2004 per la creazione di una Facoltà di Medicina a Gulu.
Dopo la 1° Missione del marzo 2007 la dirigenza del St. Mary’s Hospital ha riconosciuto la validità di una attività specialistica chirurgica – pediatrica inserita tra i servizi offerti dall’ospedale e questa 2° missione è stata inserita in un più ampio progetto di collaborazione continuativa dell’ospedale con “Surgery for Children”, per favorire nell’arco di alcuni anni, lo sviluppo di competenze nel campo della chirurgia ricostruttiva per bambini con malformazioni congenite complesse, che non avrebbero altrimenti alcuna possibilità di risolvere il proprio problema di salute.
Hanno preso parte alla missione 2 chirurghi pediatri, Sergio d’Agostino dell’ospedale S.Bortolo di Vicenza e Bruno Cigliano dell’Università di Napoli “Federico II”, 2 anestesisti, Ciro Bonvicini dell’ospedale Maggiore di Bologna e Pietro Scalcon dell’ospedale Civile di Venezia e 3 Infermiere: Liana Barro da Treviso, Catia Toniolo da Vicenza ed Annamaria D’Oro da Napoli; inoltre ha fatto parte del team di “SFC”anche Marcello Gelormini, studente della Università Bocconi di Milano che, interessato ai problemi della Cooperazione Internazionale, ha avuto la possibilità di approfondire i temi di organizzazione ed amministrazione sanitaria ospedaliera in paesi con risorse limitate, in previsione di sviluppare una tesi di laurea sull’argomento.
Nell’arco di tre settimane sono stati valutati oltre 60 bambini selezionati dai chirurghi locali, quando necessario essi sono stati studiati radiologicamente e 25 sono stati poi sottoposti a chirurgia ricostruttiva: si è trattato di bambini con malformazioni ano-rettali, megacolon agangliare, teratomi sacrococcigei, ipospadie, anomalie della differenziazione sessuale ed altre complesse malformazioni urologiche; il lavoro, reso possibile da materiali e strumentazioni portati dall’Italia, è risultato particolarmente impegnativo sia dal punto di vista chirurgico che anestesiologico per la complessità e la durata degli interventi ed anche per la necessità di una assistenza intensiva post-operatoria anch’essa a carico dall’equipe di “Surgery for Children”.
Molti dei bambini operati erano malnutriti ed hanno avuto la necessità di una Nutrizione Parenterale di supporto già nei giorni precedenti all’intervento; tutta l’attività è stata svolta in stretta collaborazione con il personale locale sia medico (chirurghi ed anestesisti) che infermieristico (in sala operatoria ed in terapia intensiva) nell’ottica dell’aggiornamento professionale “on job”.
Durante la missione, su richiesta dei medici responsabili della didattica per l’Università, sono state anche svolte un ciclo di lezioni del corso di Chirurgia per gli studenti del terzo anno della Facoltà di Medicina di Gulu e riunioni di aggiornamento con il personale medico ed infermieristico locale. Da parte della dirigenza dell’Ospedale è stata manifestata grande riconoscenza per il lavoro prestato da tutti i componenti del team.
LA STORIA DI KENY
Tra i vari interventi effettuati è da segnalare in particolare, quello su di un bambino di 5 anni proveniente dal Burundi e già sottoposto in Italia, a Vicenza, all’età di 18 mesi, ad un primo intervento ricostruttivo per una grave malformazione dell’apparato uro-genitale: l’estrofia vescicale; in quella occasione il bambino che non aveva possibilità di cure nel proprio paese era stato operato grazie ad una lunga catena di solidarietà guidata da una parte dai missionari Saveriani e dall’altra dall’Ospedale S. Bortolo di Vicenza. L’intervento aveva avuto esito positivo ed il piccolo dopo 7 mesi di permanenza in Italia in compagnia della madre, era rientrato in Burundi. L’inadeguatezza delle strutture sanitarie del suo paese aveva però reso impossibile un adeguato follow-up, nonostante i costanti contatti con i medici di Vicenza.
Normalmente tutti gli interventi ricostruttivi per patologie complesse in età pediatrica hanno la necessità di essere rivalutati con la crescita del paziente, ma questa volta il rientro in Italia di Keny era ostacolato da insuperabili difficoltà economiche e burocratiche. E così, definiti gli opportuni accordi, la missione di “SFC” a Lacor è stata l’occasione per una nuova opportunità di cure: sempre grazie ai Padri Saveriani di Bujumbura, e poi ai Missionari Comboniani in Uganda ed alla disponibilità del St. Mary’s Hospital, Keny ha affrontato dopo quasi 4 anni, un altro viaggio, più breve (circa 20 ore in autobus !!) sempre in compagnia della madre, per essere sottoposto ai necessari controlli clinici e strumentali.
Gli esiti sono risultati soddisfacenti per quel che riguardava la funzionalità renale e l’aspetto estetico dei genitali ma non altrettanto per la continenza urinaria, e purtroppo, erano improponibili in quel contesto i trattamenti più conservativi (endoscopici e ripetuti nell’arco degli anni), così come viene proposto quando è possibile una continuità nell’assistenza.
C’era comunque la necessità di dare una risposta ai problemi di Keny e soprattutto alla sua voglia di inserimento nel contesto sociale, impedita dalla incontinenza urinaria, senza trascurare le difficoltà della famiglia nel trovare centri specialistici di riferimento.
Alla fine il piccolo è stato sottoposto ancora ad un altro complesso intervento, impegnativo per la ricostruzione dell’anatomia interna, ma risolutivo per il problema della continenza urinaria; l’intervento è perfettamente riuscito e Keny e la madre dopo qualche settimana a Lacor, hanno intrapreso la strada del rientro a casa sorridenti e felici per gli orizzonti di vita spalancati di fronte a loro.
